Amnesty  Svizzera di impegna da lunghi anni contro l'esportazione di armi verso Stati che commettono violazioni dei dirittit umani; qui un'azione del 2012. © Amnesty International
Amnesty Svizzera di impegna da lunghi anni contro l'esportazione di armi verso Stati che commettono violazioni dei dirittit umani; qui un'azione del 2012. © Amnesty International

Amnesty Svizzera mette in guardia contro il pericoloso allentamento delle norme sull'esportazione di armi

Nel corso della sessione invernale, il Parlamento discuterà alcune proposte volte ad allentare le norme sull'esportazione di materiale bellico. Amnesty International Svizzera critica con forza questi progetti: essi indeboliscono l'attuale protezione dei diritti umani e aprono le porte alla fornitura di armi a Stati che violano sistematicamente i diritti umani.

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«Le modifiche proposte potrebbero permettere che armi svizzere finiscano nelle mani di Stati che non rispettano i diritti o di gruppi armati che commettono crimini di guerra», afferma Patrick Walder, coordinatore della campagna di Amnesty International Svizzera. «Il Consiglio federale non deve avere carta bianca nel raggirare la protezione dei diritti umani nelle esportazioni di armi».

Le modifiche previste (oggetto del Consiglio federale 25.024) prevedono tra l'altro:

  • l'abolizione della dichiarazione obbligatoria di non riesportazione, con conseguente aumento del rischio che le armi svizzere vengano trasferite e finiscano così nelle mani di Stati o gruppi armati che commettono crimini di guerra e gravi violazioni dei diritti umani.
  • Competenza di deroga per il Consiglio federale: concetti vaghi quali  «circostanze eccezionali» e «tutela degli interessi di politica di sicurezza» basterebbero per aggirare i criteri di autorizzazione, tra cui la tutela dei diritti umani. Le armi di produzione svizzera potrebbero quindi essere fornite anche a paesi che violano sistematicamente e gravemente i diritti umani.

Amnesty Svizzera esorta il Parlamento a respingere queste pericolose modifiche e a mantenere l'attuale tutela dei diritti umani.

Per quanto riguarda la regolamentazione delle esportazioni di materiale bellico, la Svizzera è vincolata dal Trattato sul commercio delle armi (ATT), ratificato nel 2014. L'accordo impone agli Stati di effettuare una valutazione dei rischi prima di autorizzare qualsiasi esportazione di armi: l'esportazione non può essere autorizzata se sussiste un rischio elevato che le armi vengano utilizzate per commettere crimini di guerra o gravi violazioni dei diritti umani. L'ATT non prevede eccezioni a questo obbligo, né per gli Stati alleati né per il governo.