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Il popolo e i Cantoni si esprimeranno il 28 febbraio 2016 sull’iniziativa per l’attuazione. Secondo Amnesty International questa deve assolutamente essere combattuta con tutti i mezzi.
L’iniziativa attacca i pilastri dello Stato di diritto:
- L’iniziativa mette in discussione la separazione dei poteri, in particolare sostituendo il potere giudiziario con il legislativo (il giudice perde ogni possibilità di interpretazione e di apprezzamento). Inoltre bypassa il lavoro del legislatore.
- L’iniziativa attacca il diritto di ogni individuo tradotto in giustizia di vedere il proprio caso analizzato in quanto tale, per le sue caratteristiche proprie (la fattispecie).
- Non è compatibile con la parità di trattamento (Tutti gli esseri umani sono uguali davanti alla legge) poiché nella stessa situazione uno svizzero e uno straniero sono trattati in modo diverso, anche per delle “bagatelle”.
L’iniziativa ha come obiettivo far uscire la Svizzera dal sistema di protezione internazionale dei diritti umani.
L’obiettivo finale dell’iniziativa è denunciare la CEDU e ottenere l’uscita dal Consiglio d’Europa. Due passi che farebbero perdere alla Svizzera ogni credibilità e darebbero un esempio catastrofico alla comunità internazionale.
L’iniziativa non è applicabile
Le espulsioni di cittadini stranieri che non possono venir eseguite oggi, in particolare i rinvii verso Stati con i quali la Svizzera non ha firmato un accordo di riammissione, non potranno essere effettuati nonostante l’iniziativa. Gli spacciatori magrebini o provenienti dall’Africa occidentale non spariranno dalle nostre strade.
L’iniziativa non migliora la sicurezza
Al contrario, creerà ancor più sans-papiers: il numero di persone in situazione precaria e costrette a vivere con l’aiuto urgente aumenterà e questo avrà come probabile conseguenza un aumento della microcriminalità.
L’iniziativa va ben oltre la semplice attuazione dell’iniziativa accettata dal popolo nel 2010
- non riguarda unicamente i criminali ma tocca tutta la popolazione straniera residente in Svizzera, ovvero il 25% della popolazione.
- ampia il catalogo dei reati che figurano nell’iniziativa sul rinvio e che sfociano nell’espulsione automatica.
- ha aggiunto nuovi delitti e allungato la durata dell’espulsione.
L’iniziativa dà priorità alla volontà popolare rispetto al ritto internazionale
- Il popolo non ha sempre ragione, è tenuto a rispettare il diritto internazionale esattamente come qualsiasi altra istituzione statale. Dire che può fare come vuole equivale a dire che i giudici non sono obbligati ad applicare la legge.
- Sarebbe veramente un atto di democrazia decidere, ad esempio, di non più accordare il diritto di voto ai ticinesi?
L’iniziativa viola il principio della proporzionalità
- le “bagatelle” verrebbero sanzionate come i crimini gravi
- l’automaticità del rinvio impedisce di prendere in considerazione le circostanze attenuanti o i casi di rigore.