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Con due iniziative Amnesty International vuole attirare l’attenzione della popolazione della Svizzera Italiana sulle diverse sfaccettature del movimento per i diritti delle donne. Diritto di partecipazione alla vita politica, diritto a un trattamento equo e a un pari salario, protezione del lavoro e della maternità, ma anche diritto al riconoscimento, pubblico e privato, della propria identità di genere attraverso le semplici parole.
Un primo momento di riflessione sarà segnato davanti al Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, alle 12.30, con il monologo (s)Oggetti Smarriti – La Svizzera in marcia verso la parità ideato e scritto per il gruppo DAISI – Donne Amnesty International della Svizzera Italiana da Silvia Villa. L’attrice Margherita Coldesina ripercorrerà la storia svizzera della lotta per i diritti delle donne, segnandone le tappe più significative, per portare il pubblico a riflettere su quanto acquisito, quanto rimane da ottenere e la fatica, il lavoro costante che ognuna di queste conquiste (e sconfitte) ha richiesto.
Il monologo sarà replicato a Lugano, alle 17.30 in Piazza Dante così da dare maggiore visibilità alla storia del movimento per i diritti delle donne in Svizzera, diventata secondaria in una giornata il cui significato profondo è oggi necessario ricordare.
La riflessione continuerà in serata, a Lugano, nell’ambito dell’appuntamento con Amnesty Apéro – A tu per tu con i diritti umani (ore 19.00, Spazio 1929, Via Ciseri 3), incentrato sulla domanda: “E se il direttore fosse in bikini?”. La giornalista Bettina Müller e il linguista Stefano Vassere - accompagnati da Stella Jegher, esperta di questioni di genere per Amnesty International Svizzera - rifletteranno con il pubblico sull’importanza della lingua quale strumento di riconoscimento dell’identità di genere. Si chiederanno se l’italiano sia una lingua irrimediabilmente sessista, e fino a che punto la questione del pari trattamento linguistico sia sentita nella Svizzera Italiana.