© Middle East Images/AFP via Getty
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Gaza: appello urgente

La Svizzera deve agire per proteggere il diritto internazionale

Alla luce della catastrofica situazione umanitaria a Gaza, numerose ONG, organizzazioni umanitarie, esperti di diritto internazionale e altre personalità di spicco del mondo della diplomazia, della scienza e della cultura lanciano un appello urgente alla Svizzera affinché agisca. Le ex consigliere federali Ruth Dreifuss e Micheline Calmy-Rey figurano tra le prime firmatarie della lettera aperta, che propone al Consiglio federale dieci misure concrete volte a proteggere il diritto internazionale a Gaza.

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Le persone che hanno sottoscritto la lettera aperta condannano l'inerzia della Svizzera di fronte all'uccisione da parte di Israele di decine di migliaia di civili, di cui oltre un terzo bambini, al blocco sistematico degli aiuti umanitari, alla distruzione mirata delle infrastrutture civili e allo sfollamento di massa della popolazione.

L'appello è sostenuto da personalità di spicco. “Ciò che il governo israeliano sta facendo a Gaza è inaccettabile: anche la Svizzera non può più rimanere in silenzio”, afferma Ruven Bar Ephraïm, rabbino della comunità ebraica liberale di Zurigo.

Il Prof. Dr. Marcel Tanner, epidemiologo ed esperto di salute pubblica, mette in guardia sulla gravità della situazione: “La crisi umanitaria a Gaza è drammatica e continua a peggiorare. Il diritto internazionale e i principi fondamentali dell’umanità continuano ad essere calpestato. Centinaia di migliaia di civili, soprattutto bambini, sono ad alto rischio di morte per fame, malattie e mancanza di cure mediche. Non possiamo rimanere a guardare. Dobbiamo agire ora!"

L'ex consigliera federale Ruth Dreifuss commenta così la sua adesione: “Anche la Svizzera deve impegnarsi per porre fine alle uccisioni a Gaza. Da tempo non si tratta più solo del rispetto dei diritti umani, ma della salvaguardia dell'umanità stessa”.

L'ex ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey commenta: “In qualità di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera ha una responsabilità particolare. Quando a Gaza vengono sistematicamente violati il diritto internazionale e i principi fondamentali dell'umanità, il Consiglio federale non può rimanere in silenzio, altrimenti si rende corresponsabile. Deve agire e difendere i valori umanitari”.

Il Consiglio federale deve esigere il rispetto del diritto internazionale

“La settimana scorsa il Consiglio federale ha stanziato ulteriori aiuti d'emergenza per la popolazione palestinese. Ma non è sufficiente. L'evidente riluttanza di fronte alle gravi violazioni del diritto internazionale commesse da Israele mina la credibilità dell'ordinamento giuridico internazionale”, afferma Stephan Stadler, presidente della Swiss Humanity Initiative.

Alexandra Karle, direttrice di Amnesty International Svizzera, aggiunge: “Con il suo silenzio, il Consiglio federale espone anche la Svizzera al rischio di rendersi corresponsabile, ai sensi del diritto internazionale, della mancata prevenzione di un genocidio”.

Le persone firmatarie esortano il Consiglio federale a impegnarsi con determinazione a livello diplomatico per un cessate il fuoco immediato e per il rilascio di tutti gli ostaggi e dei prigionieri politici, nonché a richiedere con forza il libero accesso degli aiuti umanitari a Gaza. La Svizzera deve impegnarsi in modo inequivocabile a favore del rispetto del diritto internazionale e dell'indipendenza degli organi penali internazionali, nonché definire chiaramente come tali i crimini contro il diritto internazionale attualmente commessi a Gaza. Deve inoltre sospendere tutte le esportazioni di materiale bellico e di beni a duplice uso e condannare pubblicamente gli appelli dei membri del governo israeliano a favore del trasferimento o della deportazione dei palestinesi, che violano il diritto internazionale.

“In qualità di Stato depositario, la Svizzera deve esigere attivamente l'applicazione delle Convenzioni di Ginevra da parte degli altri Stati. La Convenzione sul genocidio la obbliga inoltre chiaramente a prevenire e punire il genocidio”, afferma Shirine Dajjani di Palestine Solidarity Switzerland.

“Ci aspettiamo che il Consiglio federale prenda pubblicamente posizione e si assuma finalmente le sue responsabilità nei confronti del diritto internazionale. Chiediamo una revisione dell'intera politica della Svizzera in Medio Oriente per quanto riguarda la sua coerenza con i diritti umani e il diritto internazionale, nonché una rendicontazione pubblica di tale politica”, afferma Guy Bollag dell'organizzazione Jüdische Stimme für Demokratie und Gerechtigkeit in Israel/Palästina JVJP (Voce ebraica per la democrazia e la giustizia in Israele/Palestina).

Le persone firmatarie chiedono al Consiglio federale di adottare immediatamente le seguenti 10 misure:

  1. Impegno diplomatico per un cessate il fuoco

Ai sensi dell'articolo 1 delle Convenzioni di Ginevra, vi chiediamo di impegnarvi attivamente e pubblicamente per un cessate il fuoco immediato e per la protezione della popolazione civile a Gaza e in Cisgiordania.

  1. Accesso umanitario e finanziamento dell'UNRWA

Ai sensi dell'articolo 23 della IV Convenzione di Ginevra, vi esortiamo ad adoperarvi per garantire un accesso umanitario senza restrizioni a Gaza e a ripristinare il pieno sostegno finanziario all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA).

  1. Liberazione di tutti gli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi detenuti illegalmente

Conformemente all'articolo 34 della IV Convenzione di Ginevra, la presa di ostaggi è vietata. Vi esortiamo ad adoperarvi per il rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi civili. Chiediamo inoltre un intervento deciso per il rilascio di tutti i prigionieri palestinesi detenuti senza accusa, senza un processo equo o in violazione dei principi dello Stato di diritto.

  1. Analisi giuridica pubblica della situazione a Gaza

In base all'articolo 1 della Convenzione sul genocidio, la Svizzera ha il dovere di prevenire e punire un genocidio imminente o in atto. Chiediamo una presa di posizione ufficiale del Consiglio federale sulla plausibilità di un genocidio a Gaza, conformemente alla definizione della Corte internazionale di giustizia, basata sulla Convenzione sul genocidio.

  1. Cooperazione con e sostegno agli organi internazionali preposti all'applicazione del diritto penale

Ai sensi dello Statuto di Roma e della legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP), la Svizzera è tenuta a cooperare con la Corte penale internazionale (CPI). Chiediamo che la Svizzera si impegni espressamente a sostenere la CPI nel perseguire penalmente i presunti crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e il genocidio - indipendentemente dalla parte responsabile - e che aumenti in modo significativo il suo sostegno finanziario alla CPI.

  1. Sospensione delle esportazioni rilevanti per la sicurezza

Ai sensi dell'articolo 22 della legge sul materiale bellico, le esportazioni non possono avere luogo se sussiste il rischio che siano utilizzate per commettere gravi violazioni dei diritti umani. Chiediamo che tutte le esportazioni di materiale bellico, beni a duplice uso e tecnologia di sorveglianza verso Israele siano sospese fintantoché sussiste il sospetto di violazioni del diritto internazionale.

  1. Condanna degli appelli alla rilocalizzazione o alla deportazione illegale

Gli appelli pubblici alla ricollocazione di un gruppo di popolazione violano il diritto internazionale umanitario e la Carta delle Nazioni Unite. Chiediamo una condanna chiara ed esplicita delle dichiarazioni contrarie al diritto internazionale pronunciate da membri del governo israeliano.

  1. Sostegno e rafforzamento delle misure economiche a tutela del diritto internazionale

Secondo il parere della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 sull'illegalità dell'occupazione israeliana e in conformità con la sua legislazione nazionale, la Svizzera è tenuta ad adottare misure per garantire il rispetto del diritto internazionale. Il Consiglio federale deve garantire che la Svizzera non contribuisca, attraverso il commercio, gli investimenti o altre relazioni economiche, al mantenimento dell'occupazione israeliana illegale dei territori palestinesi, coordinandosi se necessario con l'UE.

  1. Impegno per una soluzione politica basata sul diritto internazionale

L'obiettivo dichiarato della politica svizzera in Medio Oriente è una soluzione a due Stati. La Svizzera deve adoperarsi per una soluzione che rispetti i diritti umani, ponga fine al blocco della Striscia di Gaza, smantelli gli insediamenti illegali, rispetti il diritto al ritorno e garantisca pari diritti ai palestinesi e agli israeliani. Particolare attenzione va prestata allo smantellamento delle strutture israeliane che la Corte internazionale di giustizia e altri organi delle Nazioni Unite ritengono essere contrarie al divieto di apartheid sancito dal diritto internazionale.

  1. Impegno a favore di una politica preventiva in materia di diritto internazionale

Ai sensi dell'articolo 1 delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera deve fare tutto ciò che è in suo potere per prevenire le violazioni del diritto internazionale. Chiediamo un'analisi dell'intera politica della Svizzera in Medio Oriente in termini di coerenza con i diritti umani e il diritto internazionale, nonché una rendicontazione pubblica di tale politica.

Circa 100 personalità e organizzazioni di spicco sono i primi firmatari di questo appello.