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Le prove raccolte dall’organizzazione indicano che l’edificio scolastico è stato colpito direttamente insieme ad altre 12 strutture situate in un complesso adiacente dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC). Queste informazioni dimostrano che le forze statunitensi non hanno adottato tutte le precauzioni possibili per evitare di causare vittime civili, in grave violazione del diritto internazionale umanitario. Il fatto che la scuola sia stata presa di mira direttamente, nonostante fosse separata dal complesso militare da diversi anni, fa temere che le forze statunitensi si siano basate su informazioni obsolete e non abbiano verificato in modo adeguato che l’obiettivo colpito fosse effettivamente un obiettivo militare.
«Questo terrificante attacco contro una scuola piena di bambini illustra il prezzo catastrofico, eppure perfettamente prevedibile, che i civili pagano in questo conflitto armato. Le scuole devono essere luoghi di apprendimento e dove sentirsi al sicuro, non luoghi di morte. Le autorità statunitensi potevano e dovevano sapere che si trattava di un edificio scolastico. Prendere di mira un luogo protetto, come una scuola, è severamente vietato dal diritto internazionale umanitario», ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, Direttrice senior per la ricerca, la difesa dei diritti e le campagne di Amnesty International.
Le autorità statunitensi devono garantire che l’indagine annunciata su questo attacco sia imparziale, indipendente e trasparente. L'indagine deve esaminare la raccolta di informazioni, le valutazioni, le decisioni di targeting, le precauzioni adottate, nonché l'eventuale utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale in ciascuna di queste fasi. Le sue conclusioni devono essere rese pubbliche.
Quando esistono elementi sufficienti, le autorità competenti devono avviare un procedimento penale contro chiunque sia sospettato di responsabilità penale. Le vittime e le loro famiglie hanno diritto alla verità, alla giustizia e a un risarcimento completo.
«Se gli autori dell’attacco non fossero riusciti a identificare l’edificio come una scuola e avessero comunque portato avanti l’attacco, ciò rivelerebbe una grave negligenza, un vergognoso fallimento dell’intelligence militare e una seria violazione del diritto internazionale umanitario. Al contrario, se le autorità statunitensi sapevano che la scuola era adiacente a una base dell’IRGC e hanno colpito senza prendere tutte le precauzioni possibili — ad esempio colpire di notte o dare un preavviso efficace — si tratterebbe allora di un attacco indiscriminato che ha ucciso dei civili. Un attacco del genere deve essere oggetto di un'indagine come crimine di guerra», ha aggiunto Erika Guevara-Rosas.
Le autorità iraniane, dal canto loro, devono allontanare i civili dagli obiettivi militari per quanto possibile, consentire l’accesso a osservatori indipendenti e ripristinare l’accesso a Internet affinché i 92 milioni di persone che vivono in Iran possano accedere a informazioni vitali e contattare i propri cari.
Un attacco mortale contro una scuola
Video, immagini satellitari e testimonianze raccolte da Amnesty International indicano che un attacco aereo ha colpito la scuola elementare Shajareh Tayyebeh il 28 febbraio 2026, causando la morte e il ferimento di bambini, insegnanti e genitori.
Secondo le autorità iraniane, sono state uccise 168 persone, tra cui almeno 110 bambini (66 maschi e 54 femmine), oltre a 26 insegnanti e quattro genitori. Amnesty International non è in grado di confermare queste cifre a causa dell’interruzione deliberata di Internet imposta dal 28 febbraio. La scuola ospitava ragazze e ragazzi, su piani separati.
Ubicazione e status dell’edificio
La scuola si trova nel quartiere di Shahrak-e Al-Mahdi, a Minab, adiacente a un complesso dell’IRGC composto da diversi edifici, tra cui una clinica militare.
Le analisi delle immagini satellitari mostrano che tra il 2013 e il 2016 l’edificio della scuola – precedentemente situato all’interno del perimetro militare – è stato separato dal complesso da nuove mura e dotato di ingressi distinti. Da allora, funziona come istituto scolastico pubblico.
La scuola accoglieva sia i figli del personale dell’IRGC sia bambini provenienti da famiglie a basso reddito, alcune delle quali appartenenti alla minoranza baluchi.
Armi utilizzate e rischio legato a informazioni obsolete
Secondo l'analisi di Amnesty International, un missile Tomahawk fabbricato negli Stati Uniti – arma utilizzata esclusivamente dalle forze americane in questo conflitto – potrebbe essere stato utilizzato per colpire il complesso adiacente.
Secondo il New York Times, un’indagine preliminare interna negli Stati Uniti indica che l’attacco alla scuola è il risultato dell’utilizzo di dati obsoleti. Il comando centrale statunitense ha confermato l’uso di strumenti avanzati di intelligenza artificiale per elaborare grandi volumi di dati, il che potrebbe aumentare il rischio di errori.
Potenziali violazioni del diritto internazionale umanitario
Il diritto internazionale umanitario impone: di distinguere in ogni momento tra civili e combattenti, di verificare che gli obiettivi siano militari, di prendere tutte le precauzioni possibili per evitare perdite civili, di sospendere o annullare un attacco se l’obiettivo appare civile o se l’attacco sarebbe sproporzionato, di dare un avvertimento efficace quando è possibile farlo, mantenere un controllo umano significativo durante l’uso dell’IA nella pianificazione e nell’esecuzione degli attacchi.
Le autorità iraniane non avrebbero dovuto mantenere una scuola immediatamente adiacente a un obiettivo militare nel contesto di un conflitto armato.
Sfruttamento delle vittime da parte delle autorità iraniane
Amnesty International ha documentato atti di coercizione nei confronti delle famiglie in lutto – in particolare l’imposizione di un unico rito funebre, non conforme alle tradizioni di alcune famiglie – nonché l’uso di bambini traumatizzati in messe in scena mediatiche. Queste pratiche possono costituire trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
Il Congresso USA deve garantire gli sforzi volti a ridurre le violazioni contro i civili.
I sistemi essenziali messi in atto negli ultimi anni – che proseguono il lavoro avviato sotto la prima amministrazione Trump per prevenire e gestire meglio le violazioni contro i civili causate dalle operazioni letali statunitensi all’estero – sono minacciati dall’attuale amministrazione Trump.
Secondo diversi media, i programmi del Dipartimento della Difesa incentrati sulla mitigazione dei danni causati ai civili e sulla risposta a tali danni sono stati smantellati, e il presidente degli Stati Uniti ha revocato alcune delle restrizioni imposte ai comandanti per autorizzare determinati tipi di attacchi aerei e operazioni speciali.
Il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha inoltre licenziato i principali consulenti legali militari incaricati di garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario nelle operazioni militari.
Contesto regionale
Dal 28 febbraio 2026, gli Stati Uniti e Israele conducono operazioni militari congiunte in Iran, con migliaia di attacchi. Il conflitto si è esteso nella regione, causando ingenti perdite civili in Iran, Libano, Israele e in altri paesi vicini.
Il 12 marzo 2026, gli esperti delle Nazioni Unite hanno chiesto indagini indipendenti sugli attacchi che potrebbero costituire gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, citando specificamente l’attacco contro la scuola.