I familiari degli ostaggi israeliani e i loro sostenitori mostrano foto e cartelli durante una manifestazione per chiedere l'intervento delle autorità al fine di ottenere il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza dal 7 ottobre 2023, davanti alla sede del Ministero della Difesa israeliano a Tel Aviv, in Israele, il 6 agosto 2025. © Jack Guez/AFP via Getty Images
I familiari degli ostaggi israeliani e i loro sostenitori mostrano foto e cartelli durante una manifestazione per chiedere l'intervento delle autorità al fine di ottenere il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza dal 7 ottobre 2023, davanti alla sede del Ministero della Difesa israeliano a Tel Aviv, in Israele, il 6 agosto 2025. © Jack Guez/AFP via Getty Images
Israele/TPO

Senza giustizia non può esserci una pace duratura

Amnesty International esorta la comunità internazionale a rafforzare la giustizia internazionale e a garantire che tutte le vittime di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio in Israele e nel Territorio palestinese occupato (TPO) ottengano giustizia.

Dettagli

“Il sistema di giustizia internazionale è sotto attacco e affronta minacce esistenziali. La prova più evidente di questo è la situazione in Israele e nel Territorio palestinese occupato. Gli Stati devono dimostrare il proprio impegno nei confronti della giustizia internazionale sostenendo istituzioni quali la Corte penale internazionale e proteggendone capacità di accertare le responsabilità”, ha affermato Agnès Callamard, Segretaria generale di Amnesty International a ridosso dell’Assemblea degli Stati Parte della Corte penale internazionale tenutasi a L’Aia.

Amnesty International ha ampiamente documentato come Israele abbia commesso e, nonostante il cessate il fuoco, continui a commettere genocidio contro la popolazione palestinese a Gaza e come il suo sistema di apartheid costituisca un crimine contro l'umanità. L’undici dicembre l'organizzazione pubblica anche un rapporto approfondito che documenta i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità commessi da Hamas e da altri gruppi armati durante e dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023.

“Il mese scorso, i leader mondiali hanno accolto con favore la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che definisce un piano per Gaza come modello per una pace sostenibile. Ma decenni di crimini internazionali non possono essere messi sotto il tappeto con accordi che ignorano la responsabilità e consolidano l'ingiustizia. Verità, giustizia e riparazioni sono le fondamenta di una pace duratura”, ha affermato Agnès Callamard.

“Le vittime delle atrocità commesse in Israele e nel Territorio palestinese occupato meritano una vera giustizia. Ciò non significa solo vedere le persone responsabili essere processate e condannate, ma anche garantire un adeguato ed efficace indennizzo e fornire garanzie di non ripetizione. Queste misure sono determinanti per il percorso verso una pace e una sicurezza durature”, ha affermato Agnès Callamard.

Il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale perpetrati da Israele

Almeno 370 persone, tra cui 140 bambini, sono state uccise negli attacchi israeliani dall'annuncio del cessate il fuoco, il 9 ottobre. Complessivamente, almeno 70 000 persone palestinesi sono state uccise e 200 000 ferite, in molti casi riportando lesioni che avranno un impatto a vita. Israele ha intenzionalmente affamato la popolazione civile e bloccato l’accesso ad aiuti vitali. In Cisgiordania circa 1000 persone palestinesi sono state uccise, delle quali oltre 200 bambini. La violenza dei coloni continua ad aumentare nonostante le critiche internazionali.

Amnesty International ha recentemente pubblicato un'analisi giuridica della situazione attuale che mostra come il crimine di genocidio continui. Il genocidio della popolazione palestinese della Striscia di Gaza da parte di Israele si iscrive in un conteste di impunità generalizzata per crimini contro l’umanità che Israele continua a commettere da decenni, attraverso il proprio sistema di apartheid e di occupazione illegale del territorio palestinese.

Crimini contro l'umanità commessi da Hamas e altri gruppi armati

Amnesty International sottolinea che è fondamentale garantire che non vi sia impunità anche per i crimini commessi dai gruppi armati palestinesi. A più di due anni dagli attacchi guidati da Hamas contro il sud di Israele, il 7 ottobre 2023, continuano ad emergere testimonianze delle atrocità commesse quel giorno dai gruppi armati palestinesi e del trattamento riservato in seguito alle persone prigioniere detenute a Gaza. Le persone sopravvissute e le loro famiglie chiedendo giustizia e riparazioni per le violenze vissute.

Amnesty International pubblica oggi un rapporto che descrive come il braccio militare di Hamas, le Brigate Al-Qassam, e altri gruppi armati palestinesi abbiano commesso crimini di guerra e crimini contro l'umanità durante l’assalto al sud di Israele e in seguito contro le persone prese in ostaggio e detenute a Gaza.

Nelle prime ore del 7 ottobre 2023, le forze di Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno condotto un attacco coordinato che ha preso di mira principalmente località civili. Circa 1200 persone sono state uccise, più di 800 delle quali civili, tra cui 36 bambini. Le vittime erano principalmente israeliani ebrei, ma anche cittadini beduini di Israele e decine di lavoratori migranti stranieri, studenti e richiedenti asilo. Più di 4000 persone sono rimaste ferite e centinaia di case e strutture civili sono state distrutte o rese inagibili.

“La nostra ricerca conferma che i crimini commessi da Hamas e da altri gruppi armati palestinesi durante gli attacchi del 7 ottobre 2023 e contro le persone catturate e tenute in ostaggio facevano parte di un assalto sistematico e diffuso contro la popolazione civile e costituiscono crimini contro l'umanità”, ha affermato Agnès Callamard.

Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno mostrato un disprezzo abominevole per la vita umana. Hanno intenzionalmente e sistematicamente preso di mira civili nelle proprie case o durante un festival musicale, con l'evidente obiettivo di prendere ostaggi. Questo costituisce un crimine di guerra. Hanno volontariamente ucciso centinaia di civili, anche usando armi da fuoco e granate per costringere persone terrorizzate, tra cui famiglie con bambini piccoli, a uscire dai propri rifugi e nascondigli o attaccandole mentre fuggivano.

Amnesty International ha anche documentato prove che alcuni aggressori palestinesi hanno picchiato o aggredito sessualmente delle persone durante l'attacco e profanato i corpi di quelle che avevano ucciso. I combattenti palestinesi, comprese le forze di Hamas, sono stati ugualmente responsabili del rapimento di civili da più luoghi e di abusi fisici, sessuali e psicologici contro le persone che hanno catturato.

Altre 251 persone – per lo più civili, tra cui anziani e bambini piccoli – sono state prese in ostaggio a Gaza il 7 ottobre 2023. La maggior parte di queste 251 persone è stata catturata viva e tenuta in prigionia, ma secondo quanto riferito 36 di loro erano già morte al momento della cattura. Sono state trattenute per settimane, mesi o, in alcuni casi, per oltre due anni. Alcuni ostaggi tornati vivi hanno raccontato ad Amnesty International o in incontri pubblici di essere stati incatenati in tunnel sotterranei per tutta o parte della loro prigionia e di aver subito violenze intense, privazioni e abusi psicologici, comprese minacce di esecuzione. Alcune persone tenute in ostaggio sono state sottoposte a violenze sessuali, tra cui aggressioni sessuali, minacce di matrimoni forzati o nudità forzata. Almeno sei ostaggi sono stati uccisi dai loro rapitori.

Amnesty International ha intervistato 70 persone, tra cui 17 sopravvissuti agli attacchi del 7 ottobre 2023, familiari delle vittime, esperti forensi, professionisti del settore medico, avvocati, giornalisti e altri investigatori. I ricercatori hanno visitato alcuni dei luoghi degli attacchi e hanno esaminato oltre 350 video e foto delle scene degli attacchi e delle persone tenute in cattività a Gaza.

Il terribile bilancio delle violazioni commesse da Israele contro la popolazione palestinese non può in alcun modo giustificare questi crimini né esonera i gruppi armati palestinesi dai loro obblighi ai sensi del diritto internazionale. Le violazioni commesse dai gruppi armati palestinesi nel contesto degli attacchi del 7 ottobre 2023 devono essere riconosciute e condannate come i crimini atroci che sono. Hamas deve inoltre restituire senza porre condizioni il corpo rimasto a Gaza di una persona uccisa durante gli attacchi non appena sarà localizzato".

Giustizia internazionale necessaria per tutte le vittime

L'indagine della Corte penale internazionale (CPI) tutt’ora in corso sulla “situazione in Palestina” e i mandati di arresto emessi dalla Corte nei confronti del primo ministro Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant con l'accusa di crimini di guerra e crimini contro l'umanità rimangono fondamentali per garantire un'autentica attribuzione di responsabilità.

Adottare misure per assicurare alla giustizia gli alti funzionari israeliani responsabili di crimini ai sensi del diritto internazionale è un passo essenziale per porre fine al genocidio perpetrato da Israele a Gaza, ripristinare la fiducia nel diritto internazionale e garantire che tutte le vittime di crimini di guerra e crimini contro l'umanità abbiano accesso giustizia, verità e riparazioni.

La CPI dovrebbe inoltre continuare a indagare sui crimini commessi dai gruppi armati palestinesi prima, durante e dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, al fine di garantire che le persone sospettate di responsabilità per crimini contro l'umanità e crimini di guerra siano assicurate alla giustizia.