© Coalizione per multinazionali responsabili
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Economia e diritti umani

Al via nell'UE l'attuazione delle norme relative alle multinazionali. La Svizzera deve recuperare il ritardo.

Il 9 dicembre l'UE ha concluso i negoziati sulla revisione delle norme in materia di responsabilità delle multinazionali. Gli Stati membri hanno ora tempo fino al 2028 per attuare la direttiva in materia. La Svizzera ha così l'opportunità di recuperare il ritardo e di introdurre norme efficaci per le multinazionali, al pari dei paesi vicini.

Dettagli

Il 26 febbraio 2025 la Commissione europea ha presentato un «pacchetto Omnibus» volto a semplificare e armonizzare diverse normative in materia di sostenibilità. Oggi le istituzioni europee hanno concordato il testo definitivo del pacchetto Omnibus 1. È ormai chiaro che tutti gli Stati membri dell'UE dovranno attuare le direttive sulla responsabilità delle multinazionali (CSDDD sul dovere di diligenza e CSRD sul dovere di rendicontazione) entro il 2028. Dovranno prevedere norme efficaci per le multinazionali (dovere di diligenza, obbligo climatico, sorveglianza e responsabilità).

Il progetto modifica alcune disposizioni delle direttive sulla responsabilità delle multinazionali senza compromettere l'efficacia complessiva di tali norme. Claude Ruey, ex consigliere di Stato, ex consigliere nazionale PLR e membro del comitato promotore dell'iniziativa, dichiara: «Il Consiglio federale ha promesso di adottare un approccio coordinato a livello internazionale in materia di responsabilità delle multinazionali. La Svizzera deve ora mantenere questo impegno e recuperare rapidamente il ritardo adottando, come l'UE, norme efficaci per le multinazionali. È ciò che chiediamo con l'iniziativa per le multinazionali responsabili».

Ambito di applicazione: la Svizzera deve tenere conto del settore ad alto rischio delle materie prime

La decisione dell'UE di limitare le nuove norme in materia di responsabilità delle multinazionali alle grandi società con più di 5000 dipendenti e un fatturato superiore a 1,5 miliardi di euro costituisce tuttavia un passo indietro deplorevole in termini di protezione dei diritti umani e dell'ambiente. Se la Svizzera adottasse queste soglie, molte multinazionali attive nel settore delle materie prime e coinvolte in attività problematiche non sarebbero tenute a conformarsi alle nuove norme. «Nel contesto svizzero, ciò sarebbe molto problematico e dannoso per la reputazione delle aziende», afferma Danièle Gosteli Hauser, responsabile Economia e diritti umani presso Amnesty Svizzera e parte del Comitato promotore dell'iniziativa.

La coalizione ha analizzato diversi esempi recenti, come il trattamento problematico dell'oro proveniente dalla Liberia da parte di una raffineria svizzera, i casi ricorrenti di violenza sessuale nelle piantagioni di una multinazionale agroalimentare o ancora una società ginevrina specializzata nel commercio di materie prime, coinvolta in un grave caso di inquinamento da arsenico in Namibia.

Dominique de Buman, ex consigliere nazionale del Centro e membro del comitato promotore dell'iniziativa, commenta: «In quanto centro mondiale del commercio di materie prime, la Svizzera ha una grande responsabilità e deve garantire che le multinazionali del settore delle materie prime con sede nel Paese siano chiamate a rispondere delle loro azioni quando violano i diritti umani e inquinano l'ambiente. A tal fine, occorrerebbe fissare soglie più basse nei settori ad alto rischio».

Dopo una raccolta record, inizia il dibattito politico sull'iniziativa

La nuova iniziativa per le multinazionali responsabili è stata lanciata nel gennaio 2025 e ha raccolto un numero record di firme, grazie all'impegno di migliaia di volontari. Il Comitato promotore dell'iniziativa è composto da personalità politiche di ogni orientamento, imprenditori e rappresentanti della società civile. Nel marzo 2025, il Consiglio federale ha deciso di esaminare le opzioni di modifica della legislazione e, dopo la presentazione dell'iniziativa, ha annunciato che avrebbe elaborato un controprogetto. La consultazione dovrebbe iniziare nella primavera del 2026.

Il contesto di questa iniziativa è costituito dalle violazioni dei diritti umani e dalla distruzione dell'ambiente perpetrate dalle multinazionali con sede in Svizzera.

Qui trovate un confronto tra le norme previste a livello europeo in materia di responsabilità delle multinazionali e l'iniziativa svizzera.