© Amnesty International
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Iran

Firma la petizione, il bagno di sangue va fermato!

Le autorità iraniane hanno lanciato una sanguinosa ondata di repressione, la cui violenza è senza precedenti, nei confronti delle manifestazioni, per lo più pacifiche, che chiedono la fine della Repubblica islamica. Dalla fine di dicembre le forze di sicurezza hanno ucciso e ferito gravemente molte persone. Dall'8 gennaio le autorità hanno interrotto completamente l'accesso a Internet per nascondere i propri crimini. Chiedi alla comunità internazionale di agire con urgenza per porre fine a queste violenze!

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«Giustizia per l’Iran», «Donna, Vita, Libertà», «Abbasso la pena di morte»: dal 28 dicembre questi slogan sono tornati a risuonare in molte città iraniane. E ancora una volta migliaia di persone hanno pagato con la vita il proprio impegno per i diritti umani, per più libertà e per dare un futuro diverso al Paese. Ciò che è iniziato con dei negozi chiusi e degli scioperi nel gran bazar di Teheran si è trafromato in manifestazioni di massa su scala nazionale per chiedere la caduta dei dirigenti della Repubblica islamica.  

La violenza con cui le autorità iraniane reprimono i manifestanti non ha precedenti. Le ricerche di Amnesty International hanno permesso di stabilire che in più occasioni le forze di sicurezza hanno sparato contro manifestanti indifesi con fucili caricati con proiettili metallici. Le strutture sanitarie sono sommerse da pazienti feriti, mentre le famiglie cercano disperatamente i loro cari scomparsi negli obitori affollati, negli ospedali o persino tra le pile di corpi depositati nei magazzini o nei container. Migliaia di persone sono già state arrestate e rischiano di essere torturate e maltrattate, o perfino di essere condannate a morte.

Amnesty International chiede agli Stati membri dell'ONU, tra cui la Svizzera, di adottare misure diplomatiche urgenti per proteggere chi manifesta da nuovi massacri e combattere l'impunità che notoriamente alimenta queste stragi. Chiediamo che si tengano immediatamente sessioni straordinarie del Consiglio dei diritti umani e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Chiediamo agli Stati di esortare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a deferire la situazione in Iran alla Corte penale internazionale. Al fine di evitare ulteriori spargimenti di sangue, i diversi Stati, Svizzera inclusa, dovrebbero anche condurre indagini coordinate secondo il principio della giurisdizione universale.

Non si può permettere al regime iraniano di continuare a ricorrere alla violenza brutale per mettere a tacere le voci critiche. Chi è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani non deve rimanere impunito. Firma la nostra petizione e sostieni il popolo iraniano.

 

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