L'impegno di Mustapha Djemali a sostegno delle persone rifugiate gli è già costato oltre un anno di detenzione arbitraria. © DR
L'impegno di Mustapha Djemali a sostegno delle persone rifugiate gli è già costato oltre un anno di detenzione arbitraria. © DR
Processo in Tunisia

Amnesty Svizzera chiede la liberazione di difensori diritti umani

Il 16 ottobre 2025 a Tunisi avrà inizio un processo senza precedenti contro la società civile tunisina. Due difensori dei diritti umani – Mustapha Djemali, cittadino svizzero-tunisino e fondatore dell'ONG Conseil Tunisien pour les Réfugiés (CTR), e Abderrazek Krimi, responsabile di progetto del CTR – sono sotto processo insieme ad altri collaboratori. Djemali e Krimi sono in carcere dal maggio 2024.

Dettagli

Sono accusati è di «aver fondato un'organizzazione per favorire l'ingresso e l'accoglienza illegali di migranti», un reato punibile con una pena detentiva fino a 13 anni. Poiché la Tunisia non dispone di un sistema di asilo funzionante, l'organizzazione CTR collaborava con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) con il sostegno di diversi Stati europei: il suo compito era registrare i richiedenti asilo e fornire loro assistenza umanitaria.

L'ottantunenne svizzero-tunisino Mustapha Djemali ha dedicato la sua vita professionale alla difesa dei diritti delle persone migranti. Dopo aver lavorato a lungo per l'UNHCR, dove ha ricoperto diverse posizioni dirigenziali, ha proseguito il suo impegno come direttore del CTR.

Amnesty Svizzera condanna con la massima fermezza questo attacco alla società civile. Si tratta del primo grande caso giudiziario in Tunisia contro una ONG. Il caso è emblematico della crescente repressione nei confronti di chi difende i diritti umani e del personale umanitario che caratterizza la Tunisia dal 2021. Particolarmente allarmante è la criminalizzazione del lavoro delle organizzazioni non governative impegnate a sostegno delle persone migranti e richiedenti asilo, calunniate e perseguite dalle autorità con l'accusa di traffico di esseri umani. Da giugno 2024 inoltre, il diritto di asilo in Tunisia è sospeso, con gravi conseguenze per le persone rifugiate.

Dopo la firma, nel 2023, di un accordo sulla migrazione con l'UE il numero di persone che arrivano in Europa dalla Tunisia è notevolmente diminuito. Allo stesso tempo, però, aumentano le segnalazioni di violazioni dei diritti umani nei confronti di migranti e rifugiati in Tunisia. Tuttavia, l'UE e la Svizzera continuano a collaborare con la Tunisia in materia di politica migratoria.

Finora né le autorità europee né quelle svizzere hanno preso pubblicamente posizione su questo caso.

In una petizione, Amnesty Svizzera invita alla solidarietà e chiede l'immediato rilascio delle persone detenute: https://action.amnesty.ch/fr/amnesty-international-urgent-action-mustapha-djemali-tunisie/