27 maggio 2025: la consegna di oltre 280 000 firme a sostegno dell'Iniziativa multinazionali responsabili. © DR
27 maggio 2025: la consegna di oltre 280 000 firme a sostegno dell'Iniziativa multinazionali responsabili. © DR
Svizzera

Al via la discussione sulla responsabilità delle multinazionali

Il 3 settembre il Consiglio federale ha annunciato l'intenzione di presentare un controprogetto indiretto all'iniziativa per le multinazionali responsabili. Non ha però ancora determinato la forma esatta che assumerà questo controprogetto. La coalizione che ha promosso l'Iniziativa per multinazionali responsabili si aspetta norme efficaci e vincolanti affinché la Svizzera non sia l'unico Paese europeo senza una legislazione sulla responsabilità delle multinazionali.

Dettagli

Rispondendo alla consegna dell'iniziativa per le multinazionali responsabili, avvenuta il 27 maggio 2025, il Consiglio federale ha annunciato la sua intenzione di presentare un controprogetto indiretto. Esso afferma che «per garantire l'armonizzazione delle norme a livello internazionale, sarà necessario adeguare la legislazione svizzera».

«È fondamentale che il Consiglio federale sviluppi una normativa efficace e vincolante. Il popolo svizzero lo ha fatto sapere con forza, raccogliendo in un solo mese più di 280 000 firme per la nuova iniziativa popolare», ha dichiarato Danièle Gosteli Hauser, responsabile Economia e diritti umani per Amnesty Svizzera e parte del Comitato promotore dell'iniziativa. «L'attuale legislazione, che pone l'accento soprattutto sul “reporting”, è chiaramente insufficiente per rispondere alle violazioni dei diritti umani e all'inquinamento ambientale che persistono in alcune multinazionali svizzere. Rendere conto non significa solo redigere rapporti, ma anche rispondere delle proprie azioni in caso di abusi. »

La Coalizione per multinazionali responsabili ritiene che, visti i casi di violazioni dei diritti umani e di inquinamento ambientale resi regolarmente pubblici, sia urgente agire. Le multinazionali con sede in Svizzera coinvolte in violazioni dei diritti umani o inquinamento ambientale devono rendere conto del proprio operato. Sono stati evidenziati diversi casi: una miniera di Glencore è coinvolta nell'inquinamento di un'intera regione in Perù, raffinerie d'oro come MKS Pamp importano oro problematico in Svizzera, ABB e Von Roll chiudono gli occhi sul lavoro minorile nell'estrazione della mica, e la società ginevrina Louis Dreyfus Company è stata segnalata per aver acquistato zucchero proveniente da piantagioni indiane dove le donne sono costrette a sottoporsi a un'isterectomia per non perdere il lavoro. Per Dominique de Buman, ex consigliere nazionale del Centro e membro del comitato promotore dell'iniziativa, «queste pratiche danneggiano la reputazione della nostra economia e devono cessare».

Dalla campagna referendaria della prima iniziativa per le multinazionali responsabili nel 2020, diversi paesi europei come la Germania e la Norvegia hanno introdotto leggi sulla responsabilità delle multinazionali. L'Unione europea ha adottato una direttiva sul dovere di diligenza nella primavera del 2024. Ma in Svizzera le discussioni non hanno fatto progressi, anche se il Consiglio federale aveva assicurato di voler agire «in modo coordinato a livello internazionale», al fine di mettere le imprese svizzere e dell'UE «su un piano di parità». Nel marzo 2025 aveva inoltre ribadito questa promessa, indicando la sua intenzione di sviluppare un controprogetto indiretto all'iniziativa per le multinazionali responsabili.