Svizzera

Porre i diritti umani al centro dell'azione politica!

Cambiamento climatico, nuove tecnologie, discriminazione e politica estera: le sfide che i rappresentanti eletti dovranno affrontare nella prossima legislatura sono notevoli. Amnesty Svizzera ha pubblicato un opuscolo che illustra le principali questioni relative ai diritti umani e fornisce chiare raccomandazioni.

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"I diritti umani non sono un optional quando si tratta di esaminare le varie questioni che i rappresentanti eletti dovranno affrontare durante la prossima legislatura, ma devono essere posti al centro dell'azione politica. Nel nostro mondo complesso, essi costituiscono una guida per l'adozione di misure al servizio della dignità umana e dei diritti di ogni persona", dichiara Alexandra Karle, direttrice di Amnesty Svizzera.

Amnesty International auspica che tutte le misure di protezione del clima siano definite nel rispetto dei diritti umani (Just Transition). Questo approccio implica l'elaborazione di meccanismi di finanziamento, protezione e compensazione per le regioni e le persone particolarmente colpite.

Nel campo dell'asilo, l'organizzazione raccomanda vie d'accesso sicure e legali per le persone che fuggono da Paesi in conflitto, nonché quote per l'accoglienza di persone particolarmente vulnerabili. Inoltre, Amnesty condanna il respingimento delle persone in cerca di asilo verso Paesi con sistemi di asilo carenti e chiede che possano essere accolte in modo dignitoso. 

L'organizzazione sostiene l'adozione di una legge generale per la protezione dalle discriminazioni e l'Iniziativa per l'inclusione, che mira a garantire l'effettiva uguaglianza delle persone con disabilità e la loro partecipazione autonoma alla società. Per quanto riguarda i diritti delle donne, è necessario riformare il termine per l'interruzione della gravidanza e regolamentare l'accesso all'aborto al di fuori del Codice penale, come qualsiasi altro servizio sanitario.

È essenziale che i cittadini, le persone interessate, le ONG, i partiti e i gruppi di pressione siano in grado di condurre campagne su tutti questi temi senza subire restrizioni ingiustificate, anche attraverso manifestazioni. Amnesty chiede quindi al Parlamento di garantire che il diritto di manifestare sia applicato in conformità al diritto internazionale. Invita inoltre il Parlamento ad adottare una legge che vieti il riconoscimento facciale automatico e altre forme di sorveglianza biometrica di massa che limitano fortemente la libertà di espressione.  

Amnesty International sottolinea che la Svizzera ha anche il potere di agire a livello internazionale, adottando finalmente una legge efficace sulla responsabilità delle imprese o definendo una politica estera - compresa la sua dimensione economica - che ponga i diritti umani al centro delle sue azioni. Deve anche affermarsi chiaramente nel contesto dei suoi mandati multilaterali, in particolare all'interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

"I parlamentari hanno un ruolo importante da svolgere nella protezione e nella promozione dei diritti umani. Ci auguriamo sinceramente che questo opuscolo ispiri la loro azione", conclude Alexandra Karle.

Comunicato stampa, 26 settembre 2016, Berna/Lugano – Contatto media