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Proteggi il diritto di manifestare: firma anche tu l'appello!
L'appello a favore del diritto di manifestare lanciato oggi è sostenuto da una trentina di personalità di spicco della società civile, politici e professori di diritto. L'appello vuole sottolineare l'importanza della libertà di espressione e di riunione nella nostra democrazia e la necessità di garantirle senza restrizioni sproporzionate.
"La libertà di espressione e di riunione sono beni preziosi che dobbiamo proteggere e preservare. Questo vale anche se non condividiamo determinate opinioni, purché non siano discriminatorie o diffondano un messaggio di odio", afferma Alexandra Karle, direttrice di Amnesty International Svizzera.
"Non è necessario amare le manifestazioni o prendervi parte. Ma è essenziale riconoscere che queste sono una componente basilare di uno Stato costituzionale democratico e vivace", afferma Markus Müller, Professore di Diritto Pubblico presso l'Università di Berna.
"Le manifestazioni il portavoce delle persone senza diritto di voto, dei Secondos e dei giovani. Dovremmo ascoltare queste voci, non limitarle", aggiunge Sanija Ameti, co-presidente di Operazione Libero.
Tuttavia, come Amnesty ha evidenziato in numerose dichiarazioni pubbliche, la Svizzera sta violando il diritto di manifestare in diversi modi. Zurigo, Basilea e Berna hanno emesso divieti generali di manifestare in relazione alla crisi in Medio Oriente. L'iniziativa zurighese "per l'applicazione del diritto e dell'ordine" include disposizioni quali il trasferimento dei costi dell'intervento della polizia a chi organizza le manifestazioni o che questi siano interpellati dalla polizia, tutte preoccupanti violazioni del diritto di manifestare.
Altre restrizioni sproporzionate al diritto di manifestare, osservate da Amnesty International in Svizzera, includono la dispersione di manifestazioni pacifiche con la motivazione che non sono state autorizzate, l'uso inappropriato di armi meno letali (in particolare proiettili di gomma) e una giurisprudenza ostile ai diritti dei manifestanti pacifici, anche nei casi di disobbedienza civile.
"La protesta pacifica è un diritto umano, non un favore o un privilegio. Sia la libertà di riunione pacifica che la libertà di espressione - da cui deriva il diritto di manifestare - sono sancite dalla Costituzione svizzera e dagli standard internazionali sui diritti umani. Non spetta alle autorità concedere o limitare questo diritto a loro piacimento. Qualsiasi restrizione deve essere giustificata caso per caso, in base ai requisiti di legalità, obiettivo legittimo e di proporzionalità", conclude Alexandra Karle.
Aggiornamento: all'appello nazionale ha aderito anche l'ex Consigliera federale Micheline Calmy-Rey.
Ulteriori informazioni
L'appello a favore della libertà di manifestare è sostenuto da Amnesty International e da una ventina di figure di spicco della società civile - sindacati, opere di assistenza, ONG, associazioni professionali, politici e accademici. Ogni persona che si sente toccata da questo diritto fondamentale è invitata a firmare e promuovere l'appello.