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“Questo è un giorno nero per la libertà di stampa e la giustizia in Turchia, un giorno che stabilisce un tremendo precedente per altri giornalisti sotto processo per analoghe e inesistenti accuse di terrorismo”.
“La crudeltà di queste sentenze politicamente motivate – 30 anni di carcere con fino a 23 ore al giorno di isolamento e nessuna possibilità di grazia – ha chiaramente l’obiettivo di mettere paura. Sentenze del genere violano non solo la libertà d’espressione ma anche il divieto di tortura e di altri maltrattamenti”.
“La notizia dei sei ergastoli ha frenato la gioia per il rilascio di un altro giornalista, Deniz Yűcel, dopo 367 giorni di carcere senza uno straccio di prova, la maggior parte dei quali trascorsi in isolamento”.
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È amaramente ironico essere condannati per aver tentato di rovesciare l’ordine costituzionale quando, nel caso di Mehmet Altan, appena un mese fa la Corte costituzionale aveva stabilito che la sua detenzione violava il diritto alla libertà d’espressione. Il tribunale che ha emesso gli ergastoli ha respinto la sentenza e aggirato la Costituzione, assecondando le critiche mosse dal governo.