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L’iniziativa dell’UDC a Basilea Città minaccia la libertà di manifestare

Pericolosa, inutile e inapplicabile

Con un'iniziativa popolare promossa nel Cantone di Basilea Città, l'UDC intende limitare la libertà di manifestare attraverso misure repressive, in particolare facendo pagare i costi per l'intervento della polizia a chi manifesta. Amnesty Svizzera respinge questa proposta, che rappresenta una preoccupante violazione della libertà di riunione. La stessa posizione è condivisa dal Consiglio di Stato basilese, che raccomanda di sottoporla a votazione senza controprogetto. Il parlamento cantonale dovrebbe pronunciarsi a breve.

«Questa iniziativa invia un segnale sbagliato: chi manifesta pacificamente dovrebbe improvvisamente assumersi un rischio — questo è pericoloso per la nostra democrazia. Il timore di costi elevati potrebbe dissuadere dall’esercitare un diritto fondamentale. Il diritto di manifestare deve essere protetto, non punito», dichiara Patrick Walder, responsabile della campagna per il diritto di manifestare per Amnesty Svizzera.

L’iniziativa prevede misure contro le manifestazioni non autorizzate e una responsabilità dei «disturbatori» per i costi di polizia. Il Consiglio di Stato propone di sottoporla al voto senza controprogetto. Il Gran Consiglio di Basilea Città dovrebbe pronunciarsi entro giugno e la votazione potrebbe tenersi già questo autunno.

In contraddizione con i diritti fondamentali e i diritti umani

Un’analisi di Amnesty Svizzera mostra che l’iniziativa viola i diritti alla libertà di espressione e di riunione garantiti dalla Costituzione e dal diritto internazionale. Le manifestazioni pacifiche, anche se non autorizzate, sono protette. Le persone che vi partecipano non possono essere sanzionate fintanto che non commettono esse stesse delle infrazioni. Singoli episodi di violenza ai margini di una manifestazione non mettono in discussione la protezione di chi partecipa pacificamente.

«Il timore di costi elevati potrebbe dissuadere dall’esercitare un diritto fondamentale. Il diritto di manifestare deve essere protetto, non punito.»

Patrick Walder
responsabile della campagna per il diritto di manifestare per Amnesty Svizzera

Critiche principali

No a sanzioni per manifestazioni pacifiche non autorizzate

L’iniziativa esporrebbe chi partecipa a manifestazioni pacifiche non autorizzate al pagamento dei costi per l’intervento della polizia. Essa va oltre l’attuale diritto cantonale, che prevede tali spese solo in caso di violenze. Questo contravviene le garanzie fondamentali della libertà di riunione.

Anche senza autorizzazione, una manifestazione pacifica rimane protetta. Nessuno deve essere sanzionato per il solo fatto di avervi partecipato.

Facilitare il diritto di manifestare — non limitarlo

Esigere un’autorizzazione per una manifestazione pacifica contraddice il principio stesso della libertà di riunione. Una semplice comunicazione alle autorità, senza costi aggiuntivi, dovrebbe essere sufficiente.

La responsabilità in caso di violenze è già disciplinata

Le persone che commettono violenze o causano danni rispondono già delle loro azioni in sede civile e penale, incluso per i costi di polizia. Far pagare questi costi in modo generalizzato non è né giusto né applicabile, come ha ricordato il Tribunale federale.

Le contro-manifestazioni sono parte del dibattito democratico

Anche le contro-manifestazioni sono protette. Solo atti come la violenza o i danni possono essere puniti. Qualificare come illegali semplici disturbi minori equivarrebbe a limitare in modo inammissibile la libertà di espressione.