Sempre più minori non accompagnati (MNA), la maggior parte proveniente da Paesi molto instabili come l'Afghanistan, chiedono asilo in Svizzera. Sono considerati minori – anche dal punto di vista giuridico – e necessitano di particolare attenzione e sostegno, soprattutto perché arrivano in Svizzera senza i loro genitori. Il loro status particolarmente vulnerabile richiede che le loro procedure di asilo siano esaminate in via prioritaria.
Circa l'11% delle persone richiedenti asilo in Svizzera non ha raggiunto la maggiore età
Secondo la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), nel 2023 circa 3'300 MNA hanno cercato protezione in Svizzera, pari al 10,8% del numero totale delle persone richiedenti asilo. La maggior parte di loro (76%) aveva tra i 16 e i 17 anni e circa un quarto tra i 13 e i 15 anni. I minori provenienti dall'Afghanistan sono di gran lunga i più numerosi.
Sempre più minori nella procedura d'asilo
Nel 1989 la Svizzera ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, è entrata in vigore nel 1997. In questo modo, la Svizzera si è impegnata a rispettare e proteggere i diritti specifici dei minori. Le direttive della SEM stabiliscono che la procedura deve valutare l'età dei minori, difendere i loro interessi tramite rappresentanti, trattare le loro richieste in via prioritaria, esaminare le condizioni di un eventuale ritorno e, infine, se i minori vengono assegnati a un Cantone, adottare misure adeguate in materia di alloggio, sostegno, scolarizzazione e assistenza medica.
Una protezione specifica spesso assente
Nonostante il loro diritto a una protezione specifica, la vulnerabilità dei minori non accompagnati è spesso ignorata. È comune che queste giovani persone siano costrette a condividere un alloggio collettivo con adulti, che non ricevano attenzione individuale da parte di personale qualificato e siano lasciate sole ad affrontare difficoltà psicologiche, né ottengano sistematicamente accesso all'istruzione.