Ein Teil des Bundeshauses mit Überwachungskamera
© Amnesty International

Sorveglianza in Svizzera

Anche in Svizzera la sorveglianza si sta estendendo e la privacy viene limitata. Amnesty critica in particolare la sorveglianza delle comunicazioni via cavo e la conservazione dei dati, che definisce forme di sorveglianza di massa senza alcun motivo di sospetto.

In breve

In Svizzera, due leggi autorizzano le misure di sorveglianza: la legge ssulle attività informative (LAIn) e la revisione della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e delle telecomunicazioni (LSCPT).
La legge sulle attività informative (LAIn) conferisce numerose competenze al Servizio di intelligence della Confederazione (SIC). Autorizza, ad esempio, la sorveglianza delle comunicazioni via cavo, una forma di sorveglianza di massa indipendente da qualsiasi sospetto. Anche se utilizzata solo in casi specifici e sottoposta a rigidi controlli, questa misura rimane comunque una grave violazione della privacy.

1 Ognuno ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, della sua abitazione, della sua corrispondenza epistolare nonché delle sue relazioni via posta e telecomunicazioni. 2 Ognuno ha diritto d’essere protetto da un impiego abusivo dei suoi dati personali.

Costituzione federale svizzera, art. 13, Tutela della sfera privata
Immagine simbolica con una lente di ingrandimento su uno schermo di computer.
© Sajad Nori

Attualità: revisione della legge sulle attività informative

Il Consiglio federale intende rivedere la legge sulle attività informative (LAIn) e ampliare notevolmente i poteri di sorveglianza del Servizio di intelligence della Confederazione (SIC). Amnesty International e altre ONG chiedono una revisione delle...

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