In breve
Le comunicazioni private di milioni di persone vengono monitorate e analizzate dai servizi segreti. Nonostante le critiche espresse a livello mondiale, i governi continuano a praticare la sorveglianza di massa e intendono addirittura estenderla.
I diritti umani riconosciuti a livello internazionale tutelano il diritto alla privacy e la libertà di espressione. Gli Stati sono tenuti a rispettare e proteggere tali diritti. Il diritto internazionale autorizza certamente i governi a limitare questi diritti in determinate circostanze. Questo vale, ad esempio, anche per la sorveglianza delle comunicazioni. Tuttavia, qualsiasi violazione della privacy deve essere proporzionata, ovvero la misura di sorveglianza deve essere necessaria e adeguata al raggiungimento di un obiettivo legittimo; deve essere ragionevole e costituire il metodo meno invasivo per raggiungere tale obiettivo.
« Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni. »
Sorveglianza in Svizzera
Riconoscimento facciale
Nel mondo accade sempre più spesso che quando accedono a un luogo pubblico le persone siano registrate dalla tecnologia di riconoscimento facciale. I programmi informatici analizzano minuziosamente il volto di una persona che passa e possono associarlo a un'identità. Il riconoscimento facciale negli spazi pubblici minaccia tutta una serie di diritti umani: il diritto alla privacy, la libertà di espressione e di riunione, nonché il diritto alla non discriminazione.
Articoli sul tema sorveglianza
- Tecnologia
Applicazioni che non proteggono la privacy degli utenti
- Facebook/WhatsApp e Apple in testa alla classifica per la protezione della privacy nelle app - Solo 3 delle 11 aziende tecnologiche esaminate forniscono la crittografia end-to-end predefinita nelle ...
- Votazione del 25 settembre
Amnesty commenta il "Si" alla Legge sulle attività informative
Amnesty International è rammaricata dall’accettazione della Legge sulle attività informative (LAIn). Autorizzando delle misure di sorveglianza sproporzionate essa rappresenta una minaccia sproporziona...
- USA
Il Presidente Obama deve graziare Edward Snowden
Il Presidente Barack Obama dovrebbe mettersi dalla parte giusta della storia perdonando la gola profonda Edward Snowden, che rischia decenni di carcere per essersi espresso in difesa dei diritti umani...
- Sorveglianza di massa
Verso un capitalismo senza libertà?
La riflessione di Nadia Boehlen, redattrice responsabile della versione francese della rivista della Sezione svizzera di Amnesty International, in vista della votazione sulla Legge sulle attività info...
- Votazione del 25 settembre: Legge sulle attività informative
No alla sorveglianza di massa!
Patrick Walder, esperto della Sezione svizzera di Amnesty International, spiega i pericoli della nuova Legge sulle attività informativa (LAIn) in votazione il 25 settembre 2016.