In breve
Le comunicazioni private di milioni di persone vengono monitorate e analizzate dai servizi segreti. Nonostante le critiche espresse a livello mondiale, i governi continuano a praticare la sorveglianza di massa e intendono addirittura estenderla.
I diritti umani riconosciuti a livello internazionale tutelano il diritto alla privacy e la libertà di espressione. Gli Stati sono tenuti a rispettare e proteggere tali diritti. Il diritto internazionale autorizza certamente i governi a limitare questi diritti in determinate circostanze. Questo vale, ad esempio, anche per la sorveglianza delle comunicazioni. Tuttavia, qualsiasi violazione della privacy deve essere proporzionata, ovvero la misura di sorveglianza deve essere necessaria e adeguata al raggiungimento di un obiettivo legittimo; deve essere ragionevole e costituire il metodo meno invasivo per raggiungere tale obiettivo.
« Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni. »
Sorveglianza in Svizzera
Riconoscimento facciale
Nel mondo accade sempre più spesso che quando accedono a un luogo pubblico le persone siano registrate dalla tecnologia di riconoscimento facciale. I programmi informatici analizzano minuziosamente il volto di una persona che passa e possono associarlo a un'identità. Il riconoscimento facciale negli spazi pubblici minaccia tutta una serie di diritti umani: il diritto alla privacy, la libertà di espressione e di riunione, nonché il diritto alla non discriminazione.