Immagine in bianco e nero di un pannello fotografico con il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che viene strappato da una mano. Attraverso lo strappo si intravede un volto.
Installazione “Declaration” di Peter Kennard e Jenny Matthews presso l'Amnesty International Human Rights Centre di Londra nel 2008. L'opera commemorava il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. © Jenny Matthews © Jenny Matthews

Diritti umani

I diritti umani sono diritti che spettano a ogni persona in quanto essere umano. Per questo motivo vengono definiti anche intrinseci, inviolabili e inalienabili. Proteggono la dignità dell'essere umano dall'arbitrio dello Stato e sono indipendenti dalla cittadinanza. Amnesty International si impegna a favore del rispetto e dell'attuazione dei diritti umani.

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.»

Articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Estratto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1948. © UN Media

I 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Qui trovi la versione tradotta in italiano della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.

Altri accordi sui diritti umani

L'edificio della Corte Europea dei Diritti Umani a Strasburgo. Foto in bianco e nero.
L'edificio della Corte Europea dei Diritti Umani a Strasburgo. © Cherry X / wikipedia Creative Commons

La Convenzione Europea dei Diritti Umani

La Convenzione Europea dei Diritti Umani (CEDU) è il fulcro della protezione dei diritti umani in Europa. La Svizzera l'ha ratificata nel 1974.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU) – in un linguaggio inclusivo e non discriminatorio

Diverse formulazioni contenute nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU), redatta nel 1948 e il cui titolo venne tradotto in italiano come Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, oggi non sarebbero più utilizzate. Abbiamo quindi riformulato la DUDU in modo da evitare una terminologia razzista o discriminatoria e così da non perpetuare stereotipi di genere.